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FAQ. Le risposte.
Faq 1

A quale distanza di sicurezza, fuori terra, devono essere installate le tubazioni del gas rispetto a quelle che contengono impianti elettrici BT e/o MT?

La norma UNI 9860 del 2006 sugli impianti di derivazione di utenza del gas prevede, nei tratti di allacciamento aereo, una distanza minima di 10 cm tra condotte del gas e condotte di altri servizi.
La norma UNI 9036 del 2001 sui gruppi di misura, prevede una distanza di rispetto di 20 cm dall’alloggiamento dei gruppi di misura (vano tecnico, nicchia, ecc).
Negli ambienti diversi da quello domestico e similare, è necessario verificare che gli eventuali apparecchi e componenti elettrici ordinari, siano distanti dalle giunzioni flangiate e dalle altre sorgenti di emissione oltre la quota “a” individuata secondo la classificazione delle zone pericolose in base alla Norma CEI EN 60079-10 (CEI 31-30) e alla Guida CEI 31-35.
Faq 2
Negli schemi elettrici si possono indicare le fasi con le lettere RST oppure bisogna utilizzare le sigle L1, L2, L3 e in base a quali Norme?

I simboli corretti per identificare i conduttori di fase sono L1, L2, L3, mentre i morsetti si identificano con le lettere U, V e W. Le Norme di riferimento sono quelle del Comitato 3 del CEI e sono composte da oltre venti fascicoli.
Faq 3
 
In grandi impianti di distribuzione spesso è necessario montare i cavi su passerelle preforate con grado di protezione IP4X. La Norma CEI 64-8 prescrive, nei luoghi marci, di proteggere le condutture con grado di protezione <IP4X, compresi i circuiti di distribuzione, con un interruttore differenziale con Id 0,3A. Non sembra esagerato, visto che viene a mancare la selettività? Specialmente se le condutture transitano in locali tecnici compartimentali, cunicoli, cavedi, ecc.

Se le condutture elettriche sono compartimentate dal punto di vista incendio rispetto al luogo marcio, costituiscono cioè un luogo separato, va da sé che non sono soggette ai requisiti per i luoghi marci.
In caso contrario, si applicano le prescrizioni della sezione 751 della norma CEI 64-8.
A questo proposito, informiamo che è in fase di pubblicazione una variante alla norma CEI 64-8 che ammette l’installazione di un interruttore differenziale con Id1A con ritardo sui circuiti di distribuzione.
Faq 4

La marcatura CE è applicabile alle prese a spina?
Se si, come mai nessun produttore ne fa riferimento?

La direttiva Bassa Tensione non riguarda le prese a spina e perciò sono escluse dalla marcatura CE. 
Faq 5

La marcatura CE deve essere necessariamente stampigliata sul prodotto oppure può essere presente su un documento a parte?

No, la marcatura CE può essere presente:
- sul prodotto
- sull’imballo
- sullo stampato che accompagna il prodotto.

Faq 6

Qual è il limite della potenza incentivabile per gli Impianti Fotovoltaici?
Sono stati aboliti i limiti annuali e a medio termine per la potenza incentivabile dal Conto Energia. È stato fissato un obbiettivo a lungo termine di 3000 MW per il 2016 che però non rappresenta una vera e propria limitazione.

Faq 7

Qual è l′inclinazione che devono avere i moduli fotovoltaici per ottimizzare la resa energetica?

A seconda della latitudine del sito di installazione esiste un angolo che ottimizza la raccolta dell'energia durante tutto l'anno da parte dei moduli fotovoltaici. Per installazioni in Italia questo angolo è di 30° rispetto all'orizzontale. Se però si desidera aumentare la producibilità in una stagione piuttosto che in un'altra allora occorre modificare questo angolo in modo da rendere la superficie dei moduli sempre ortogonale alla luce incidente. In estate bisogna abbassare i moduli riducendo l'angolo fino a 10° - 15°, d'inverno occorre alzare maggiormente i moduli fino ad un angolo di 60° circa rispetto all'orizzontale.

Faq 8

Quali sono gli impianti con integrazione architettonica?

- Quando i moduli fotovoltaici sostituiscono i materiali di copertura o rivestimento tetti o facciate, aventi la medesima inclinazione e funzionalità architettonica.
- Quando la struttura di copertura di pensiline, pergole e tettoie è costituita da moduli fotovoltaici.
- Quando i moduli sostituiscono il materiale trasparente o semi-trasparente atto a permettere l'illuminamento naturale interno agli edifici.
- Quando i moduli sostituiscono parte dei pannelli fonoassorbenti delle barriere acustiche.
- Quando i moduli costituiscono la parte esposta al sole della superficie riflettente di elementi di illuminazione.
- Quando i sistemi frangisole sono costituiti da moduli fotovoltaici.
 Quando gli elementi di rivestimento e copertura di parapetti sono sostituiti da moduli.
- Quando le superfici vetrate delle finestre sono costituite da moduli.
- Quando i moduli costituiscono elementi strutturali di persiane.
- Quando i moduli fotovoltaici costituiscono rivestimento o copertura aderente alla superficie delle tipologie precedentemente descritte.

Faq 9

Nell’appartamento di un condominio si prende “la scossa” toccando il rubinetto del locale bagno,l’impianto è dotato di impianto di terra e interruttore differenziale, cosa si può fare?

La scossa è causata senz’altro da un guasto a terra in un’altra abitazione il cui impianto elettrico non è protetto da interruttore differenziale. L’interruttore dell’impianto dove si prende la scossa non può intervenire perché la corrente verso terra proviene da un altro impianto.
La situazione è pericolosa per tutti i condòmini, deve intervenire l’Amministratore e obbligare i condòmini a installare l’interruttore differenziale facendone controllare l’efficienza.

Faq 10

L’impianto di terra di un impianto fotovoltaico da 1MWp la cui energia è in totale cessione a quali verifiche deve essere sottoposto? Chi può svolgere tali verifiche?

L’impianto fotovoltaico in questione, in quanto officina elettrica, va denunciato all’ASL. La verifica periodica deve essere svolta ogni 5 anni dall’ASL o da un Organismo abilitato ai sensi del DPR 462/01.
La normale manutenzione e le relative verifiche di manutenzione, possono essere svolte da un soggetto qualificato, scelto dal responsabile dell’impianto.

Faq 11

In un impianto fotovoltaico connesso alla rete BT, per effettuare la verifica delle regolazioni richieste dal Distributore, si può utilizzare la funzione di autotest inserita in alcune protezioni di interfaccia, oppure si deve effettuare la prova utilizzando la cassetta prova elè prevista dalla Norma CEI 0-21?

Se il sistema di protezione di interfaccia è esterno all’inverter, le prove devono essere fatte con la cassetta prova relè.

Faq 12

Il dispositivo di rincalzo può essere realizzato tramite una bobina a lancio di corrente, oppure è necessario utilizzare una bobina di minima tensione?

Il circuito di comando del dispositivo di rincalzo può agire anche in chiusura, per cui si può utilizzare una bobina a lancio di corrente.



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